PEO o non PEO?

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Perché dal 2010 non sono state fatte le Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) nel nostro ateneo? 

La Finanziaria del 2010 (governo Berlusconi) stabilì il blocco salariale per tutti i Dipendenti Pubblici. Non era possibile, per legge, avere alcun tipo di aumento stipendiale. Le PEO, che danno un passaggio di categoria, si configurano come un aumento stipendiale. La legge ha dato sì la possibilità di indire selezioni per le PEO precisando però che queste non potessero produrre effetti economici (le cosiddette PEO “giuridiche”).

La legge inoltre obbliga, anche in caso di PEO “giuridiche”, il trasferimento del loro costo (circa € 1.000 a dipendente) dal Salario Accessorio al Bilancio di ateneo in maniera definitiva.

Il risultato sarebbe stato da una parte aver colleghi con una categoria più avanzata, ma con lo stesso stipendio, bloccato alla categoria inferiore dall’altra un Salario Accessorio diminuito: quindi meno IMA, quote di disagio incarichi ecc.

La legge inoltre precisava che quando fosse stato tolto il blocco stipendiale non si potesse “reclamare” alcun arretrato economico.

I soldi trasferiti al bilancio rimangono al bilancio, gli aggiornamenti economici per l’avanzamento nella categoria partono solo dalla data dello sblocco.

Se tutti noi avessimo fatto almeno una PEO “giuridica” in questi ultimi 4 anni (costo totale circa € 2.000.000) non avremmo visto un euro in più nello stipendio, ma avremo praticamente azzerato il Salario Accessorio.

Abbiamo pensato che visto anche i nostri scarsi stipendi (bloccati) era meglio dividere tra il personale quote di Salario Accessorio (nel 2014 almeno 900 a tutti…) che avere un’etichetta di categoria più alta (praticamente un’onorificenza…)

Dal 2015 è stato tolto il blocco stipendiale quindi si apre la partita delle PEO.

Questo sarà il nostro obiettivo principale: una progressione orizzontale per tutti!

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